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Presenze in soglia

Ritratti, animali e paesaggi costruiti su vicinanza, attesa e superfici di passaggio.

Questa mostra intreccia ritratti ravvicinati, animali colti nel loro assetto quieto e paesaggi ridotti a linee, soglie e stratificazioni. In ogni immagine il punto decisivo non è l’evento, ma la distanza: tra volti e obiettivo, tra figura e sfondo, tra luce e ombra, tra corpo e materia. Ne nasce un percorso compatto ma mobile, dove la presenza si misura attraverso inclinazioni minime, contrasti netti e pause visive. La sequenza alterna aperture intime, sviluppi corali, variazioni di scala e una chiusura che riporta tutto a un’attenzione trattenuta.

A cura di Ignazio Di Giovanna

Biografia

Ignazio Di Giovanna è un fotografo siciliano. Attraverso la fotografia naturalistica e di paesaggio racconta il territorio, la luce e le forme del vivente. La sua ricerca visiva intreccia osservazione, memoria e resistenza, trasformando anche l’esperienza del Parkinson in un linguaggio personale fatto di immagini e parole.

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Uscita

Catalogo digitale

Presenze in soglia

01 — Sequenza della mostra

Profilo femminile in bianco e nero
Ciocca sul profilo

Una ciocca chiara attraversa la linea degli occhiali e rompe la geometria del volto. Il profilo resta vicino, raccolto nello sguardo rivolto in basso, mentre il bianco e nero attenua ogni effetto narrativo. Ne risulta un ritratto laterale essenziale, costruito più sulla sospensione del gesto che sulla presenza dichiarata della persona.

Ritratto in Bianco e Nero di Uomo Maturo
Profilo in ascolto

Il profilo scende in ombra, con gli occhi chiusi e il mento vicino al petto. La luce laterale separa il volto dal fondo nero e lascia leggere la trama della pelle, della barba e della camicia a quadri. Il ritratto si concentra su una pausa trattenuta, dove la presenza sembra misurarsi più nel raccoglimento che nell’esposizione.

Ritratto in Profilo in Bianco e Nero
Contorno in profilo

La montatura tonda degli occhiali incide il volto lungo una linea netta, mentre luce e ombra trattengono rughe, orecchio e capelli in una materia compatta. Sul fondo sfocato, la figura resta separata dal contesto e il ritratto si sposta dalla somiglianza alla misura del suo bordo.

Ritratto sfocato di donna anziana
Sorriso in deriva

Il bordo degli occhiali e la curva della bocca restano i punti più leggibili, mentre il resto del volto si dissolve in un mosso lieve. La fotografia non punta a definire un’identità, ma a tenere insieme presenza e instabilità nello stesso istante. Ne deriva un ritratto che trattiene il passaggio, più che il volto.

Sguardo laterale fra luci e ombre urbane
Sotto la visiera

Il bordo della visiera abbassa la fronte e lascia emergere soprattutto gli occhiali scuri, la barba e la piega della bocca. Sullo sfondo, le vetrine urbane restano fuori fuoco e compongono un contesto di passaggio. La luce laterale stacca il volto dall’ambiente con misura, trasformando un istante casuale in un ritratto concentrato.

Riflessi urbani negli occhiali da sole
Riflessi in controluce

Gli occhiali da sole trattengono il dettaglio più leggibile dell’immagine: un frammento di strada restituito in miniatura. Il volto resta vicino ma parzialmente sfocato, mentre la mano sfiora il mento senza definire un vero gesto. Ne risulta un ritratto sospeso tra presenza fisica e osservazione dell’ambiente che lo circonda.

Riflessi nellenti dorate a luce piena
Lenti dorate

Le lenti a goccia occupano il centro del volto e raccolgono, in riflesso, la presenza di chi sta dietro la macchina. La luce è così intensa da schiarire la pelle e appiattire i passaggi, lasciando in evidenza solo il contorno dei capelli, le pieghe sottili e una lieve inclinazione del viso. Il ritratto resta vicino, ma filtrato dal vetro.

Ritratto in bianco e nero di donna riflessiva
Sotto il mento

La mano appoggiata sotto il mento interrompe la linearità del profilo e trattiene il volto in una pausa quieta. Gli occhiali sul capo e il taglio ravvicinato orientano l’attenzione sui segni minuti del viso, mentre il fondo sfocato lascia la scena sospesa tra presenza e distacco.

Profilo al chiarore naturale in bianco e nero
Profilo in luce radente

La luce laterale incide il profilo e separa con nettezza la frangia dal fondale sfocato. Il volto resta raccolto in un’espressione chiusa, quasi sospesa, mentre il taglio ravvicinato riduce il ritratto a una presenza concentrata, fatta di linee, ombre e silenzio visivo.

Sorriso e sagoma in libreria urbana
Soglia in libreria

Alla soglia della libreria, il soggetto incrocia le braccia e sorride con gli occhi chiusi. Sul fondo, le file di libri e la parete di pietra costruiscono un ingresso netto, quasi trattenuto. Il bianco e nero accentua il contrasto tra la solidità dell’architettura e la posa distesa del ritratto, che resta in equilibrio tra presenza e pausa.

Ritratto di coppia in bianco e nero
Soglia laterale

La mano dell’uomo, posata appena sulla spalla della donna, introduce un rapporto di prossimità che la luce laterale rende leggibile senza forzarlo. I due volti restano distinti, uno aperto in un sorriso, l’altro più trattenuto e rivolto fuori campo, mentre il fondo sfocato e il bordo della finestra isolano il ritratto in una calma domestica.

Momenti autentici tra amiche al sole
Vicino al sorriso

La mano al volto della donna seduta trattiene l’immagine in un registro più raccolto, mentre l’altra figura si china verso di lei con un sorriso ampio e un gesto che punta fuori campo. Tra le auto parcheggiate e la luce dura del giorno, il ritratto si costruisce sulla distanza minima dei corpi e sulla diversa direzione dei loro sguardi.

Sguardi di un momento condiviso
Ascolto ravvicinato

La mano dietro l’orecchio della persona in primo piano dà il segno più evidente della scena. Il volto della donna, in alto e di profilo, e quello dell’uomo, raccolto in primo piano, restano vicini senza confrontarsi frontalmente. Il bianco e nero accentua la sospensione del gesto, come se l’attenzione passasse attraverso una distanza minima.

Ritratto di gruppo in bianco e nero
Quattro volti vicini

Il braccio appoggiato sulla spalla lega i quattro volti in un unico blocco, serrato nell’inquadratura. Il sorriso comune e la distanza minima tra i corpi fanno emergere una confidenza immediata, mentre il bianco e nero sottrae distrazioni e concentra l’attenzione sulla prossimità. Ne resta un ritratto corale, più definito dalle relazioni che dalle singole identità.

Volti in dialogo nello spazio urbano
Cinque volti, due segni

Il gesto di vittoria compare due volte, in primo piano, e diventa il perno della scena. Intorno, cinque volti si stringono in una disposizione compatta, senza rigidità formale. Sullo sfondo resta leggibile un contesto urbano con architettura storica e passaggio di persone. La fotografia insiste sulla prossimità tra i soggetti e su un equilibrio leggero, più che su un ritratto convenzionale di gruppo.

Tre visi tra messa a fuoco e sfocatura
Tre volti in sospeso

Il volto centrale, nitido e diretto, regge la scena mentre le due bambine ai lati restano più morbide, quasi trattenute dalla sfocatura. La messa a fuoco distribuisce gerarchie senza separare del tutto i tre sguardi, e lo sfondo urbano ridotto a quinte lascia alla relazione tra i volti una distanza calma, costruita con misura.

Sguardi e dettagli silenziosi in bianco e nero
Lettura in controluce

Il taglio netto del primo piano separa i due volti, ma la distanza resta minima: da un lato una donna con gli occhiali e il mento appoggiato alla mano, dall’altro una donna dai capelli netti e scuri, abbassata verso qualcosa fuori campo. Il bianco e nero concentra l’attenzione sui tratti e sulla concentrazione condivisa, senza rivelare altro.

Linee Di Sguardi Azzardate
Traiettorie vicine

Il cappellino dell’uomo sfiora quasi la fronte della donna, ma i due volti restano disallineati. Lui sorride verso qualcosa fuori campo; lei abbassa lo sguardo dietro gli occhiali scuri. Il bianco e nero rende leggibile questa lieve divergenza, concentrando l’immagine su una vicinanza fisica che non coincide con un incontro dello sguardo.

Vicini nello sguardo condiviso
Soglia condivisa

Il bordo del cappello e la montatura degli occhiali organizzano il primo piano, mentre i due volti si inclinano nella stessa direzione. La vicinanza non cerca l’effetto di coppia, ma una pausa di attenzione comune: occhi abbassati, linee ravvicinate, luce netta sui tratti. L’immagine tiene insieme intimità e concentrazione, senza mostrare ciò che sta davanti a loro.

Sguardo ravvicinato sul viso femminile
Volto in controluce

Il volto riempie quasi tutto il fotogramma, mentre sullo sfondo compaiono solo sagome sfocate che restano fuori fuoco. La nitidezza sugli occhi e sulla bocca mette a fuoco un’espressione trattenuta, costruendo un ritratto ravvicinato in cui la presenza individuale emerge da un contesto condiviso ma indistinto.

Dettaglio materico del costume logoro
Sotto la stoffa

Dal profilo abbassato emerge prima la superficie che la figura: il costume, costruito da strappi, sovrapposizioni e cuciture irregolari, occupa quasi tutto il campo e assorbe la luce in una trama opaca. La pietra sullo sfondo resta lontana, mentre il corpo inclinato concentra l’immagine su peso, usura e prossimità tattile.

Profilo di figura avvolta in tessuti usurati
Volto di tela

Il profilo chiuso degli occhi emerge da una massa di tessuti lacerati, cuciture e strappi che ne assorbono quasi la sagoma. La superficie chiara del viso resta il punto più stabile dell’immagine, mentre il fondale murario, sfocato, tiene la figura in una sospensione concreta. Il ritratto si costruisce così per attrito tra pelle simulata e materia consumata, senza cercare un’identità narrativa.

Sguardi rivolti verso l'osservatore
Sguardi obliqui

I due volti si piegano verso il centro dell’inquadratura, mentre il fondo quasi neutro lascia emergere la distanza minima tra loro e chi guarda. Il gesto raccolto della mano al mento e l’espressione aperta dell’altra figura costruiscono un ritratto di prossimità, più attento alla relazione che alla posa.

Ritratto in bianco e nero con cilindro
Cilindro e redini

Il cilindro e la barba costruiscono una sagoma netta contro il cielo chiaro, mentre le mani guantate trattengono le redini in basso. La posa resta composta, ma il piccolo attrito tra abbigliamento cerimoniale e gesto operativo introduce una tensione discreta. Sullo sfondo, l’architettura sfocata mantiene il ritratto ancorato a un contesto urbano senza prenderne il sopravvento.

Ritratto maschile in bianco e nero
Sorriso in chiaroscuro

Il volto riempie quasi l’intero fotogramma, con gli occhiali come punto di maggiore definizione. Alle spalle, il fogliame si sfoca in una trama luminosa che attenua la rigidità del primo piano. Il bianco e nero concentra l’immagine sulla piega del sorriso e su una presenza raccolta, costruita più per prossimità che per contesto.

Ritratto in profilo di uomo anziano
Profilo in controluce

Il profilo dell’uomo occupa quasi tutto il quadro, ritagliato su un fondo scuro che ne accentua fronte, naso e mento. La scelta ravvicinata elimina ogni riferimento esterno e sposta l’attenzione sulla scansione del volto, sulle sue superfici e sul dialogo tra luce e ombra. Ne emerge un ritratto sobrio, costruito più sulla forma che sulla presenza narrativa.

Ritratto urbano in bianco e nero
Sorriso trattenuto

Il volto prende quasi tutto lo spazio, tagliato da una luce scura che ne lascia leggibili solo i tratti principali. La mano alzata sul bordo destro interrompe l’immediatezza del sorriso e introduce una distanza minima, come se il ritratto fosse colto tra apertura e riserbo. Sullo sfondo urbano, le presenze restano appena accennate.

Ritratto di gruppo in strada di sera
Tre volti, una strada

Il volto in primo piano, tagliato dal margine sinistro, apre la scena e porta dentro un incontro ravvicinato. Le altre due donne restano appena dietro, raccolte nello stesso asse visivo, mentre le luminarie sospese e i passanti sullo sfondo fissano il contesto di una strada serale. Il bianco e nero mantiene il tono immediato del momento.

Donna con cuffia e piatto in esterno
Piatto in transito

Il piatto sorretto all’altezza del busto diventa il fulcro della scena. La donna attraversa il vialetto con passo tranquillo, cappello e grembiule ben leggibili nella luce piena. Il gesto quotidiano, isolato nel bianco e nero, perde ogni funzione pratica immediata e assume il tono discreto di un passaggio.

Cicogna tra vigneti primaverili
Cicogna sui muretti

Sul muretto di contenimento, la cicogna resta ferma davanti alla trama fitta di pali e tralci del vigneto. In alto, la palma e il tetto di tegole indicano una campagna abitata, mentre la presenza dell’animale introduce una pausa netta nell’ordine dei filari senza romperne l’equilibrio.

Cicogna bianca in vigneto primaverile
Cicogna tra i tralci

Tra i pali del vigneto, la cicogna bianca si staglia con il collo raccolto e il passo misurato. I tralci spogli e la rete di sostegni costruiscono una trama fitta che trattiene lo sguardo, mentre i piccoli fiori gialli e l’erba in ripresa indicano una stagione più mite senza attenuare la durezza ordinata del campo.

Uccelli tra foglie verdi appuntite
Tra le punte

Tra le foglie rigide della pianta, due piccoli uccelli occupano posizioni distinte: uno in alto, esposto sul fusto, l’altro più in basso, trattenuto dal reticolo verde. Il fuoco selettivo separa bene il primo piano dallo sfondo sfocato e trasforma la vegetazione in una struttura di aperture, dove gli animali emergono per frammenti.

Gatto rosso in osservazione
Soglia di pietra

Sul lastricato in ombra, il gatto rosso e bianco resta fermo con il corpo leggermente in avanti e le orecchie tese. Il fondo scuro separa con decisione la figura dal contesto, lasciando emergere soprattutto la qualità dell’attesa nel suo sguardo diretto. La scena è ridotta a pochi elementi, senza indizi narrativi ulteriori.

Gatto rosso in posa statica
Sulla soglia di pietra

Sul bordo irregolare della pietra, il gatto arancione resta raccolto in una posa stretta, con le zampe ripiegate sotto il petto e lo sguardo rivolto in macchina. Il muro ocra alle spalle riduce lo spazio e concentra l’attenzione sul mantello chiaro, facendo della superficie ruvida il vero sfondo del ritratto.

Gatto bianco e nero in cammino
Zampa in sospeso

Sul terreno ruvido, il gatto bianco e nero tiene una zampa sollevata e resta rivolto verso l’obiettivo. Il contrasto tra il mantello e il fondo scuro isola il corpo con precisione, mentre il prato laterale e il muro sfocato trattengono appena il contesto. La scena si regge su un equilibrio semplice tra arresto e movimento.

Gatto nero su manto stradale ruvido
Nero sul pietrisco

Sul fondo chiaro e granuloso della strada, il gatto nero resta immobile e ben distinto dal piano che lo circonda. La postura raccolta e lo sguardo rivolto in camera trasformano la scena in un esercizio di contrasto, dove il corpo scuro si misura con la texture irregolare del suolo e con lo spazio vuoto intorno.

Volto avvolto in drappo scuro
Ombra nel drappo

Il volto affiora dal drappo con gli occhi chiusi, mentre il resto della figura si perde quasi del tutto nel buio. Una luce radente ne definisce il profilo e lascia intravedere, sul margine sinistro, un secondo volto appena presente. L’immagine lavora sul confine tra apparizione e sottrazione, mantenendo la figura in una sospensione visiva più che narrativa.

Fiore bianco in dettaglio naturale
Corolla in ombra

Al centro, gli stami gialli raccolgono la luce mentre i petali chiari restano sfiorati da una penombra fredda. Intorno, il fogliame scuro e seghettato comprime la scena e ne accentua il profilo fragile. La composizione lavora per contrasto, affidando al fiore la sola apertura luminosa dentro un intorno denso e quasi chiuso.

Fiore bianco in primo piano naturale
Corolla in controluce

La corolla bianca emerge dal fogliame scuro con gli stami gialli raccolti al centro. La luce colpisce i petali senza separare del tutto il fiore dal suo intorno, mentre la profondità di campo sfuma le foglie e mantiene leggibile la trama vegetale. Ne nasce un’immagine di contrasto misurato, costruita su prossimità e isolamento parziale.

Esplosione notturna di fuochi d'artificio
Ventaglio dorato

Dal punto di scoppio in basso, i getti dorati si aprono in diagonale come una trama di linee fini, mentre piccoli lampi rossi e verdi restano più in alto, quasi separati dal corpo principale dell’esplosione. La foto legge il fuoco d’artificio come un disegno in espansione, dove il movimento conta più della sua durata.

Affollata cerimonia religiosa in chiesa
Banchi a ventaglio

I banchi disposti in semicerchio organizzano la sala come un unico campo visivo, mentre l’altare resta distante ma centrato. Le vetrate introducono un colore controllato dentro pareti grezze e luce artificiale diffusa. La presenza seduta dei fedeli non aggiunge enfasi, piuttosto misura lo spazio e ne chiarisce la funzione cerimoniale.

Orizzonte di rilievi sfumati e nubi basse
Creste sotto nubi

Una lama di luce corre sulle creste più alte mentre i rilievi in primo piano restano quasi assorbiti dall’ombra. La stratificazione delle montagne, attenuata dalla foschia, non apre il paesaggio ma lo comprime in profondità successive. Sopra, una fascia di nubi chiude la scena con una tensione trattenuta tra apparizione e oscuramento.

Montagne emergono dalla nebbia sottile
Cresta nella bruma

Una cresta scura attraversa l’immagine appena sopra la fascia di nebbia, mentre il resto del paesaggio resta ridotto a piani di grigio. Il bianco e nero non descrive tanto le montagne quanto la loro parziale emersione, costruendo una distanza che si legge nella sottrazione dei profili.

Campagna collinare con vento e coltivazioni
Campi in rilievo

Il primo piano alterna parcelle coltivate e margini irregolari, che salgono verso le colline in una trama continua. In lontananza, le pale eoliche restano puntuali sull’orizzonte, più segni di misura che di contrasto. La fotografia insiste sulla distribuzione dei campi come adattamento visibile alla piega del terreno.

Fiore giallo in controluce selettivo
Curve di finocchio

Due ombrelle gialle emergono dal margine erboso, mentre la strada e il pendio restano quasi del tutto in scala di grigi. Il dettaglio cromatico non isola soltanto il primo piano: rende leggibile la relazione tra la verticalità fragile degli steli e la curva ampia dell’asfalto, trasformando un tratto di bordo in un punto di sospensione visiva.

Laguna ai piedi di montagne nevicate
Conca turchese

La superficie compatta dell’acqua apre la scena prima della montagna centrale, segnata da chiazze di neve e da un profilo netto. Le sponde verdi la trattengono ai lati, mentre le nubi alte ampliano il respiro del paesaggio senza spezzarne l’equilibrio. Ne risulta una veduta costruita su distanza, massa e colore.

Dettaglio di un'onda marina al tramonto
Soglia d’onda

Sul bordo dell’onda, la fascia verde-grigia resta quasi integra mentre la schiuma si addensa alla base. La fotografia blocca un passaggio breve e leggibile: la superficie conserva ancora una forma riconoscibile, ma ha già ceduto alla spinta verso riva.

Fiore di cardo viola isolato
Asse di cardo

La testa viola del cardo emerge come unico punto di massima densità, mentre il gambo obliquo introduce una sequenza di spine e frammenti verdi che ne spezzano il profilo. Sul fondo grigio, privo di riferimenti, la pianta appare sospesa in una composizione essenziale, dove la fioritura resta inseparabile dalla sua struttura difensiva.

Dettagli d'acqua in bianco e nero
Schiuma sul greto

Sul bordo scuro del greto, una lama d’acqua chiara si rompe in una trama di schiuma. Il bianco e nero comprime il paesaggio in pochi valori tonali, rendendo quasi astratto il passaggio tra flusso e attrito. L’immagine resta ancorata al dettaglio della superficie, più che alla definizione del luogo.